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Storia della cittą di Erice

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vedutaIn ottica francescana e cappuccina, gli eventi storici che hanno interpellato il popolo e la chiesa ericini, assumono una propria  fisionomia. Appunto a quest'ultima daremo specifica attenzione nel ricostruire la vita e gli avvenimenti che concernono questo glorioso territorio.

1. La viabilità nel territorio trapanese ericino.
Ci riconnettiamo alla WebPage dedicata alla dimensione geopolitica di Erice e ne evidenziamo la fondamentale componente dei tracciati viari, simili e differenti dall'età preistorica ad oggi. Oltre al facile trasporto marittimo, accolto nei porti di Marsala (Lylibeum) e di Trapani (Drepanum), le strade frequentate su terraferma sono elemento basilare per la 'vita all'apostolica' dei Francescani e dei Cappuccini. La scelta del luogo e la fondazione del convento a Erice, da parte di quest'ultimi, segue due criteri costanti nella nostra Riforma: - relativa lontananza dal centro abitato, per motivi di austerità e contemplazione, - prossimità alla via 'pubblica', per facilitare i viaggi apostolici e l'accoglienza temporanea di poveri viandanti. La costruzione del grande cimitero cittadino fuori le mura, avviene, in genere, come in molte altre zone, nel XIX secolo, a seguito delle recenti norme del codice napoleonico.

2. Fulcri storici
Con la presenza del notissimo Tempio di Venere/Afrodite/Astarte, e servita dal porto dell'antica Trapani, Erice ha vissuto il suo periodo di maggior ruolo 'regionale' mediterraneo dal X al I secolo a.C. Le vicende e i valori sottesi alla civiltà elima, fenicio-punica e greco-romana, legati in particolare alla dimensione della fecondità, attirano oggi, molta attenzione da parte di intellettuali e, ancor più in un futuro prossimo, da parte di turisti e alcuni settori esoterici, a livello borghese e popolare.
In modo specifico, ci si familiarizzi ad una lettura storica ed etnoculturale, considerando i seguenti temi:
- Erice elima e fenicio-punica, in correlazione con Lilibeo [Marsala], Mozia e Cartagine;
- Erice e le vicende elimo-greche di Segesta, Selinunte e Siracusa;
- Erice e la gestione territoriale e mediterranea da parte dei Romani, con illustrazione dell'azione prefettizia di Cicerone a Lilibeo.
I turisti che abitano il convento dei Cappuccini in Erice, avranno alto interesse a questo periodo storico etno-grafico.

Il secondo grande arco storico da considerare, inizia dalla metà del secolo XII e giunge sino ad oggi. Per noi significativo è l'insediamento di monasteri e conventi, vera roccaforte anche dinanzi alla diffusione della religione e cultura araba [testo di Giubayr, in Zichichi, 96-97]. Ed è soprattutto sulle case dei nuovi ordini 'mendicanti', o 'conventi', che si concentra la nostra analisi. Ci riferiamo alla fondazione e alla vita religiosa e pastorale dei conventi
- dei Frati Conventuali o San Francesco,
- dei Frati Domenicani, o San Domenico,
- delle Monache Clarisse, o Santa Chiara, attuale sede della Fondazione Ettore Majorana;
- dei Frati Cappuccini o Chiesa di San Girolamo.

Dalla fondazione normanna al governo di Carlo V, con il riconoscimento del titolo di città ottenuto nel 1555, Erice ha vissuto il suo periodo più importante da punto di vista dell'autonomia socio-politica e dell'importanza religiosa.
L'applicazione dei decreti conciliari tridentini vede il costituirsi, fuori le mura, della presenza dei Frati Cappuccini, diffusori di uno speciale modo di vivere il Vangelo, in semplicità e austera letizia.