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bibliotecaL'austera semplicità e povertà dei Cappuccini, almeno nei secoli di consolidamento istituzionale e socio-ecclesiale (XVII-XVIII), non portò ad una sorta di 'elogio dell'ignoranza', ma, al contrario, fu sempre fiorente nell'Ordine la cura del patrimonio librario custodito in apposite Biblioteche.

Cappuccini della Chiesa di san Girolamo, conferma la qualità dei comportamenti che i Frati ponevano in essere per difendere i libri posseduti e acquistarne di nuovi.
Significativi alcuni interventi pontifici relativi al mondo librario gestito nei conventi cappuccini. Ci riferiamo alla costituzione di Urbano VIII del 29 luglio 1638, con la quale si concede di applicare la pena di scomunica a quanti avessero sottratto libri, riconoscendo al solo Ministro provinciale la facoltà di trasferire libri ritenuti inutili dai frati. Alessandro VII, con intervento del 3 luglio 1656, proibisce di affidare libri a enti o persone al di fuori dell'Ordine cappuccino. Benedetto XIV, con intervento del 10 maggio 1752, acconsentì a che pure i libri proibiti potessero venir conservati nelle Biblioteche, debitamente chiusi in apposito sito e consultabili soltanto da predicatori o docenti, per motivi connessi al loro servizio.

biblioteca 2In tali condizioni storiche, fiorirono magnifiche biblioteche, con scaffalature sempre austere, ma del tutto efficienti nella preservazione dall'umidità e da tarli e acari di vario genere.
Il convento di Erice poteva vantare opere rare e preziose. Le vicende delle soppressioni, portarono gran parte del patrimonio nella Biblioteca centrale di Trapani.
I locali della Biblioteca, disponendo di un piccolo spazio utile alla consultazione, diventavano anche luogo di cultura vissuta in fraternità, con vivaci e fruttuosi scambi di opinioni, di dati, di risultati.