Salta direttamente ai contenuti

Le officine o laboratori

Stampa
Home arrowLe officine o laboratori

Se il concetto di 'intervento archeologico' è stato da poco più di due decenni applicato anche all'epoca storica medievale, tecnologie di analisi e di ricostruzione delle architetture secentesche e settecentesche dei conventi cappuccini, potrebbe benissimo portare a porre in essere metodi e strumenti per un'archeologia 'post-trindentina', indicando con questo aggettivo un periodo che abbracci gli anni 1565-1800.

Parlando infatti delle 'officine', raramente ci si occupa di individuarne i luoghi e di recuperare quanto resta degli strumenti.
Gli spazi dedicati ad un lavoro di restauro e di costruzione di utensili e elementi vari, prevedevano la gestione di settori come
- il trattamento del legno, del ferro e della pietra, con falegnameria, magazzini, frequenti erano infatti le necessità di natura edile e di restauri vari;
- il deposito e riparazione di oggetti collegati all'illuminazione (lampade di vario tipo);
- la riparazione e sostituzioni delle classiche calzature dei frati, i sandali e gli zoccoli;
- lo spazio per la conservazione di colori e pennelli per l'imbiancatura od anche per ateliers di pittura, considerando che uno dei due pittori più conosciuti in Sicilia era tale fra Felice da Sambuca (1734-1805), apparte-nente alla nostra Custodia trapanese e pre-sente in Erice, quantomeno per il suo anno di noviziato;
- il confezionamento e la riparazione di abiti e vestiario vario;
- il settore dedicato alla pulizia tramite lavaggio, di vesti, tovaglie ed altro genere di tessuti;
- la cantina, luogo di conservazione di bevande come il vino e di liquori che, in quel periodo storico, erano usate nel settore curativo;
- la farmacia, luogo deputato alla conservazione di medicamenti preparati in modalità galenica, tenendo conto dei consigli, anche stampati, provenienti da competenze ben riconosciute e approvate dalla comunità civile.
La perizia di alcuni frati travalicò i confini della custodia e dell'isola. Troveremo quali opere di frati, la cappella del Crocifisso nel Duomo di Monreale e un noto crocifisso in san Damiano d'Assisi.
Il momento comunitario nel quale lavori, problemi, progetti venivano condivisi, era costituito dalla celebrazione del capitolo locale dei frati. In esso si conoscevano risultati o necessità provenienti da tutti i frati impegnati nei vari 'uffici' e in differenti lavori.