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La Provincia palermitana dei Frati Cappuccini

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Le prime tracce dei Cappuccini in terra di Sicilia sono lasciate nel maggio 1532 dai padri Ludovico e Bernardino da Reggio. L'anno successivo, per iniziativa del medesimo p. Bernardino, abbiamo di già la costruzione del convento di Palermo, fuori città, presso la piccola chiesa di Santa Maria della Pace, sulla via che conduce a Monreale.

Oltre alla presenza in Palermo, sempre nel 1533, sono fondati i conventi a Messina, Enna, Vizzini. Nel maggio 1574, raggiunta la ragguardevole cifra di 50 insediamenti e oltre 600 frati, si procede alla divisione in tre Province: Palermo (18 case, e tra esse la neofondata Erice o Monte San Giuliano), Messina (17), Siracusa (15) [Lexicon 1589-90; Vacca 40-45. 77-80].
Nella temperie dei cambiamenti di mentalità religiosa cappuccina lungo i primi quattro decenni di storia, troviamo documenti preziosi come la Prima lettera del Vicario generale di tutto l'Ordine, p. Bernardino Palli d'Asti, redatta nei pressi di Enna, nel 1548.
Dalle prime documentazioni archivistiche fatte pervenire al Cronista dell'Ordine p. Zaccaria Boverio nei primi decenni del XVII secolo, la sola città di Palermo aveva dato i natali a frati noti per dottrina o santità come Gerolamo, Anselmo, Arcangelo, Bonaventura, Serafino.
Nel 1632/1633, in occasione dell'Anno santo della redenzione, p. Silvestro Pepi da Panicale nel suo noto 'Atlante cappuccino', presenta la carta d'identità della nostra Circoscrizione con i seguenti dati:
- 33 luoghi o conventi;
- presenza in 2 arcidiocesi e 4 diocesi;
- padri predicatori 45;
- padri sacerdoti 175;
- chierici 97;
- laici 238;
per un numero complessivo di 550 frati.  La cifra avrà ulteriore incremento nel secolo XVIII sino al tracollo in epoca rivoluzionaria e di soppressioni varie che, nel 1866, vedrà l'abbandono momentaneo anche del convento ericino. I frati vi torneranno nel 1939, alla vigilia del Secondo conflitto mondiale.