Salta direttamente ai contenuti

Convento cappuccino classico

Stampa
Home arrowConvento cappuccino classico

Cronista di nuovo genere e partecipe della gestione dell'Ordine a massimo livello, padre Mattia Bellintani da Salò è tipico rappresentante del modello conventuale classico, affermatosi nella seconda metà del XVI secolo dopo il superamento della 'questione delle fabriche', elemento conflittuale tra frati 'vecchi' e giovani. Il convento ericino nasce in questo nuovo tipo di mentalità e opzioni vitali e architettoniche.

Ad un più ampio numero di celle, sempre piccole, anche per motivi di ottimizzazione calorica, si aggiungono spazi dedicati ai frati malati o infermi, alla biblioteca e ad officine meglio strutturate. Anche la cinta muraria diviene solida, evitando la fragilità delle siepi originarie.
La vita conventuale è ormai ritmata da tempi molto precisati di preghiera, lavoro, studio, apostolato. Il fervore creativo dei singoli frati è ormai 'ricoperto dall'ordinario vivere', elemento favorevole alla crescita nell'umile quotidiano servizio a Dio, ai confratelli, ai poveri, alle comunità civili ed ecclesiali. La regolare osservanza è divenuta il quadro di riferimento per il progetto di vita e di santità di ciascuno, in quanto persona consacrata e comunità di consacrati.
Ma, per evitare la sensazione di eccessiva ripetitività nei ritmi vitali di un convento francescano o cappuccino, bisogna qui parlare dell'elemento 'variazione stagionale della luce', davvero provvidenziale per dare vitalità all'esistenza dei frati in epoca classica.
Parliamo del fenomeno tipico nell'emisfero nord e sud, nella fasce boreale e australe, con il succedersi delle stagioni. La mancanza di luce artificiale obbligava le comunità antiche a dipendere sostanzialmente dalla luce solare e questa aveva notevoli e frequenti cambiamenti: ogni quindici giorni, infatti, si ha un innalzamento (primavera, estate) o una riduzione (autunno, inverno) della luce solare, con una differenza che raggiunge e supera le tre ore. Il fenomeno determina concetti base come 'ore lunghe' e 'ore brevi', connesse, le prime, al tempo estivo e le seconde a quello invernale. Frate sole, dunque, obbligava tutti a dormire di più, in inverno, e a lavorare di più nei mesi estivi, con effetti collaterari anche sul tempo di preghiera corale e liturgica.
Giungiamo così a dre giusto valore all'opera di p. Riccardo da Erice, noto specialista in gnomonica, o costruzione di meridiane solari, i cui manoscritti si conservano nell'archivio comunale ericino e nella biblioteca della città di Trapani.
Un ritorno ad un blocco parziale della luce artificiale può essere l'unica condizione, in ambito di relax e di turismo innovativo, per riconciliare l'uomo moderno, turista o no, con gli spazi conventuali ericini, sia nel convento dei Cappuccini, fuori città, che nel convento dei Francescani conventuali, in centro città.

Entriamo ora in diretto contatto con lo stile conventuale cappuccino, articolato nelle sue varie espressioni, stile che è ben noto anche al grande pubblico, grazie all'apporto letterario di Alessandro Manzoni, con la sua opera I promessi sposi.