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Il chiostro e le celle

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 chiostroIl chiostro di un convento cappuccino tipo ha sempre i seguenti macro-caratteri: è innazitutto chiuso sui quattro lati, ha una funzione primaria di raccolta delle acque piovane che, debitamente canalizzate, confluiscono in una grande cisterna centrale, ricoperta da lastre di pietra e con un pozzo nel mezzo.

Con semplici colonne di mattoni o di pietra, il quadrilatero è interamente percorso da una tettoia che consente alla comunità dei frati di transitarvi senza temere intemperie quali la pioggia, o altro. In questo spazio chiuso, la sensibilità del frate giardiniere dà libero sfogo a varie coltivazioni di fiori o di piante sempreverdi, dando calore e colore ad un angolo conventuale che a volte diventa una piccola oasi di paradiso.
L'attuale chiostro di Erice risente del rifacimento recente (...) che ha costruito un secondo piano di stanze. L'intervento ha un effetto di 'soffocamento' dello spazio claustrale originario.

cellaLe celle che si affacciano sul chiostro, offrono l'opportunità per descriverne alcuni aspetti specifici. Sono per lo più piccole e questo aveva due grandi conseguenze, percepite dai progettisti cappuccini: non permetteva a quanti le abitavano di accumulare oggetti vari e la riduzione volumetrica facilitava la conservazione delle temperature interne, specialmente, nella stagione fredda, un buon grado di calore. Le celle con maggior luce e calore erano destinate ai frati malati e ad ambienti di incontro comunitario e di studio. 
La clausura e il silenzio erano condizioni obbligate e creavano una particolare atmosfera di silenzio, ancor più  gradita in epoche storiche a basso inquinamento fonico. Gli unici rumori che giungevano nelle celle dei frati provenivano dai lavori nell'orto, nella selva, nel chiostro o dal transitare dei confratelli lungo i corridoi antistanti. Il clima ovattato e silenzioso, se accompagnato da uno stato psicologico e interiore di serena pace, produceva a volte nei frati una sensazione di beatitudine che anticipava la santa eternità.