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Geopolitica ed Erice

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Erice assume dall'antichità un valore notevole per la storia mediterranea. La comprensione delle vicende socio-religiose dei Frati Cappuccini ivi residenti, necessita di essere fondata in una cornice geopolitica che si sforzi di considerarne almeno i principali parametri.

1. Erice, la Montagna, gli Ericini, i Montesi
Tutto nella vita e nella storia della comunità cittadina di Erice è sostanzialmente influenzato dall'essere collocati su una splendida e imponente altura, ancor più evidenziata dal suo isolamento e dal suo emergere improvviso dal un tavoliere collinare tufaceo.
A livello geologico, la montagna è costituita da stratificazioni regolari di calcare del periodo giurassico. La conformazione sommitale, a 741 metri sul livello del mare, si presenta con due rialzi, il più alto dei quali, naturalmente divenne, nella storia, area sacra (periodo degli Elimi, dei Fenici e dei Romani) o area militare (fortificazione basso medievale e moderna). Attualmente è proprietà privata e, in parte, viene utilizzato come Hotel.
La presenza di perenni sorgenti d'acqua ne confermò la predisposizione strutturale ad accogliere insedia-menti umani, dalla preistoria ai nostri giorni.


2. Valore geopolitico di Erice
Per popoli e culture provenienti dal mare, in particolare i Fenici o Punici, tre sono i punti strategici di questo tratto di costa siciliana:

  • lo stagno naturale formatosi nei pressi della foce del fiume Birgi, con il celebre insediamento fenicio sull'isola di Mozia e con la città costiera di Lilibeo ovvero Marsala;
  • il porto naturale della città di Trapani;
  • la 'montagna di Trapani' ovvero Erice che, nella stessa etimologia del toponimo, indica il proprio stato di altura.

Per la cultura Elima e Fenicia, abbiamo qui, dunque, un particolare aggregato di valore storico e ambientale. Si tenga presente che lo Stretto di Sicilia, nella sua ampiezza di circa 70 km, è sempre risultato di alto valore geopolitico per l'intera area mediterranea.
Un secondo punto di osservazione, parte da nord-est. Gli attracchi marini nel golfo antistante Alcamo, e le vie interne collinari, hanno portato alla fondazione della celebre città elimo-greca di Segesta. Ancora oggi, la conformazione collinare ha consentito il facile passaggio dell'Autostrada siculo-mazarese. Verso il suo termine troviamo i resti della celebre città greca di Selinunte.
L'uso commerciale e agricolo nell'antichità, ha dato al territorio montuoso di Erice un valore non più raggiunto in epoca medievale e moderna. Questo particolare è di fondamentale importanza per quanti 'respirano' il patrimonio culturale e religioso ericino. Erice, infatti, va 'inspirata ed espirata' con due 'polmoni', in due movimenti o momenti: quello elimo-greco e quello medievale-moderno.


3. Luogo sacro arcaico e Città di consolidate tradizioni socio-religiose
Nella parte sommitale, come detto, l'antichità classica vide la presenza del notissimo tempio precristiano, dedicato alla divinità preposta alla dimensione feconda della vita umana. I nomi di essa variano nelle tre grandi culture antiche: Astarte per i Fenici, Afrodite per i Greci, Venere Ericina per i Romani.
La sacralità arcaica si deve accentuare ricostruendone le radici geopolitiche ed esistenziali. Lo stile di vita  faticoso e lento, tanto nei viaggi, quanto nella domesticazione agricola, dava al ciclo vitale un singolare impulso, fondato sulla fecondità in ambito famigliare, per il consolidamento del clan e del popolo.
Dopo l'abbandono dell'altopiano ericino in epoca alto-medievale, in epoca normanna, nel XII secolo, se ne riprende la colonizzazione e l'urbanizzazione. I nuclei delle famiglie feudali e notabili, in parallelo con gli insediamenti di varie comunità religiose, costituiscono l'ossatura della tradizione religiosa moderna, costruita su una difesa costante delle proprie 'libertà civiche'.
Nello studio dedicato al Convento dei Frati Minori Cappuccini, costruito presso la cinquecentesca chiesa di San Girolamo, lungo la strada pubblica che con-duce a Trapani, risulterà essenziale un costante riferimento alle famiglie e alle chiese ericine.